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OpenSUSE 11.2 è uscita: la sfida verso Ubuntu è iniziata!

Da poco tempo (12 Novembre 2009) è uscita la relase 11.2 della distribuzione Gnu/Linux OpenSUSE.

Appena venuto a conoscenza di questo ho preso la mia chiavetta Usb e ho installato OpenSUSE sul mio caro netbook…

Devo dire che dopo Ubuntu bisogna un pò abituarsi, soprattutto ai pacchetti .rpm (per me comunque i migliori sono sempre i .deb).
Comunque, andiamo un pò a vedere le caratteristiche che la diversificano da Ubuntu.

nota: quella  che io vado a analizzare ora è la versione con GNOME.

1. Primo impatto

Inizio subito con uno screenshot:

opensuse 11.2 gnome screenshot

Al primo impatto si nota subito la cura che gli sviluppatori hanno riservato per l’aspetto estetico di OpenSUSE.

Il tema verde scuro è molto elegante e rilassante, unica (imho) nota leggermente negativa è la presenza di un solo pannello, che riduce un pò lo spazio a disposizione per l’elenco delle finestre.

Il menu, tipico di OpenSUSE, è forse meno intuitivo dell’ “Applicazioni – Risorse – Sistema” di Ubuntu ma comunque valido.
Il menu è diviso in 3 schede: “Applicazioni”, “Documenti” e “Risorse”, una barra laterale (a destra) contenente le scorciatoie alle impostazioni di sistema e per il logout e una barra di ricerca.
Un pò macchinoso è il sistema per la disposizione delle applicazioni: nel menu vengono visualizzate le applicazioni preferite e quelle utilizzate di recente; se però dobbiamo aprire un programma non nei preferiti dobbiamo cliccare sul pulsante “Altre applicazioni”, che apre una finestra con tutte le applicazioni installate.

2. Software installati

Quasi come Ubuntu. Firefox, Evolution, OpenOffice.org, Liferea, Cheese, Banshee (che va a sostituire Rhythmbox di Ubuntu).

3. YaST

Eccolo finalmente. Il grande programma di OpenSUSE.
YaST è un tool che consente di modificare tutte (o quasi) le impostazioni di sistema e unisce in sè tutti i software per la gestione dei pacchetti: Il gestore degli aggiornamenti, il gestore di pacchetti, le impostazioni dei pacchetti e  altro. Praticamente quello che diventerà anche “Ubuntu Software Center” di Ubuntu Karmic.

Conclusioni

Sempre la solita conclusione. Per qualsiasi distro Gnu/Linux: questione di gusti personali.

Unico consiglio che vi do: provatelo e vedete voi cosa fare (anche se difficilmente vi abituerete a una nuova distro se per tanto tempo ne avete usata un’altra, comunque io ci sto provando e vi dirò come finirà😉.

  1. gianluca
    25 novembre 2009 alle 5:50 PM

    Che super parere tecnico.. sconvolto.

  2. Hispa
    25 novembre 2009 alle 7:39 PM

    anchio in questi giorni sto provando opensuse e devo dire che è un distro veramente ben fatta…yast è IL configuratore d’eccellenza!…non si limita alla gestione dei pacchetti ma è anche possibile volendo creare un server da zero con poche conoscenze…è qui che ubuntu mi ha molto deluso…avere un pannello come yast in ubuntu sarebbe veramente una gran bella cosa…

  3. 81Miles
    25 novembre 2009 alle 10:33 PM

    Ciao. Sono un Susaro di vecchia data e ti dirò la mia confrontata con la versione 11.1. In questa versione ho trovato molti pro e qualche contro. Alla leggerezza, o meglio alla minore pesantezza, del sistema e la cura di molti particolari apparentemente insignificanti(io uso KDE e Firefox è totalmente integrato nel desktop), si contrappone un minor numero di pacchetti disponibili rispetto al predecessore. Questo mi ha un po’ deluso visto che è uscita dopo 8 mesi di sviluppo! Nel complesso concordo con la tua visione e penso che, a parte la storia dei pacchetti evidentemente sfuggita di mano agli sviluppatori, 8 mesi di sviluppo fanno evidentemente bene ad una distribuzione Linux. Mi sa che Shuttleworth & friends si dovranno adeguare a questa nuova politica di sviluppo!

  4. mito94
    26 novembre 2009 alle 1:31 PM

    @ Hispa: Vero, YaST è proprio bel tool…

    @ 81Miles: Condivido molto la tua opinione, anche per me 6 mesi sono troppo pochi per creare una distro come si deve…

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